AREA

GASTROENTEROLOGICA

ULCERA

L'ulcera, localizzata allo stomaco o al duodeno è la conseguenza di un processo infiammatorio/erosivo a carico della mucosa di questi organi. È una malattia acido-correlata e si manifesta con dolore e bruciore allo stomaco. Negli ultimi anni è stato dimostrato che in molti casi di ulcera gastrica e duodenale è presente un'infiammazione dello stomaco dovuta a un germe chiamato Helicobacter pylori, batterio in grado di resistere all’acidità dello stomaco, il cui ruolo nell’ulcera, così come in altre importanti malattie digestive, è stato chiarito alla fine del secolo scorso. L'eradicazione dell'Helicobacter pylori a livello gastroduodenale, determina in genere la scomparsa della malattia ulcerosa, prevenendone le recidive. La terapia più diffusa e più razionale, secondo le moderne acquisizioni scientifiche, prevede l'associazione di antibiotici e inibitori della secrezione acida.

MALATTIA DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

Si stima che il 10-20% della popolazione generale soffra di malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) causata dal reflusso gastro-esofageo (RGE).
Si parla di "malattia" (MRGE) quando il reflusso causa sintomi come bruciore intenso, localizzato dietro lo sterno (pirosi retro-sternale), spesso accentuato dalla flessione del busto e accompagnato da dolore e rigurgiti acidi.
Altre volte la malattia ha una sintomatologia atipica (extradigestiva) e si manifesta ad esempio con tosse e raucedine.
È dovuta al passaggio anomalo e persistente di acido dallo stomaco all'esofago (esofagite da reflusso). La mucosa esofagea è particolarmente sensibile all’acido e quando la frequenza e l'intensità dei reflussi assume valenza patologica col tempo l'infiammazione può evolvere in danni irreversibili dell'esofago, sotto forma di erosioni e piccole ulcere e sviluppo di lesioni precancerose (esofago di Barrett).

RETTOCOLITE ULCEROSA

La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica che colpisce primariamente il retto e può coinvolgere parte o tutto il colon. Le cause di questa infiammazione sono ancora sconosciute. I sintomi clinici principali sono la diarrea, spesso con sangue e muco, e i dolori addominali.
Fino al 35% dei casi possono essere presenti dei sintomi extra-intestinali, quali dolori articolari e manifestazioni dermatologiche. La malattia è caratterizzata da episodi acuti seguiti da periodi di remissione in cui è clinicamente silente. La frequenza degli episodi sintomatici può variare da uno o due attacchi l’anno a numerosi episodi che riducono il periodo di benessere. Se non ben curata, l’infiammazione cronica può portare nel tempo ad alterazioni irreversibili delle cellule intestinali con il possibile sviluppo di lesioni cancerose.

 

CALCOLOSI BILIARE DI COLESTEROLO E COLANGITE BILIARE PRIMITIVA

La calcolosi biliare (colelitiasi) è dovuta alla formazione di calcoli biliari e può essere presente con o senza sintomi. Se i calcoli restano nella cistifellea senza causare ostruzioni e disturbi, si parla di malattia asintomatica; se il calcolo ostruisce temporaneamente il dotto biliare provoca la cosiddetta colica biliare che si caratterizza principalmente per la presenza di dolore nella parte superiore destra dell’addome. La calcolosi biliare è una delle malattie digestive più frequenti e costose nei paesi occidentali, con una prevalenza negli adulti dal 10% al 15%. In base alla composizione, i calcoli biliari si dividono in calcoli di colesterolo, pigmentati e misti. Più del 90% dei calcoli contengono principalmente colesterolo e si formano nella colecisti.

La colangite biliare primitiva (un tempo chiamata cirrosi biliare primitiva) è una malattia rara, ma importante che colpisce nel 90% dei casi le donne; l’età in cui viene posta la diagnosi è generalmente tra i 40 e i 60 anni. Circa il 60% dei pazienti con colangite biliare primitiva è senza sintomi al momento della diagnosi che avviene in genere quando si eseguono esami di laboratorio che riscontrano parametri epatici anormali. Nei soggetti sintomatici, i sintomi di esordio più frequenti sono il prurito e l’affaticamento.

Per questo motivo, e per evitare le riacutizzazioni, si assume una terapia anche nei periodi di benessere.


LA SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE

Si tratta di una malattia “funzionale”, cioè di un’alterazione del funzionamento dell'intestino e colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini. Si manifesta con dolore e gonfiore addominale, alterazioni della defecazione (stipsi, diarrea o alternanza delle due). Il dolore può essere continuo oppure ricorrente (colica) ed ha intensità variabile. Spesso nella stessa persona il dolore può assumere caratteristiche diverse, anche in relazione a fattori precipitanti (tipo di alimentazione, stato di ansia, stress ecc.).

 

DIARREA DEL VIAGGIATORE

Per diarrea del viaggiatore si intende la presenza di diarrea accompagnata ad almeno uno dei sintomi aggiuntivi come la nausea, il vomito, i crampi addominali, la febbre, la presenza di sangue e/o muco nelle feci o l’urgenza di evacuazione che si sviluppa durante un viaggio o entro 10 giorni da un viaggio in qualsiasi paese in via di sviluppo. Secondo le stime, il 10-40% dei viaggiatori internazionali annualmente sviluppano la diarrea del viaggiatore; l’incidenza varia a seconda della destinazione del viaggio e del paese di origine del viaggiatore, oltre che dalla durata dell’esposizione e dalla stagione del viaggio; il contagio avviene generalmente tramite l’ingestione di cibo o bevande contaminate da feci. La causa più comune della diarrea del viaggiatore è una infezione batterica ed essa si ritiene essere responsabile nell’80-90% dei casi. 

Harrison. Principi di medicina interna. 16° edizione.